Falsi europeisti e sovranisti. L’Olanda e la finis europae.

La piccola Olanda, nota un tempo per essere il paese dei tulipani ed ora della droga, eutanasia, paradisi fiscali, è la pietra d’inciampo che rischia di mandare in aria l’Unione europea. La sua solitaria opposizione ha bloccato il compromesso sugli aiuti economici raggiunto dagli altri membri europei per far fronte alla tragedia del Covid-19. Ciò che è incredibile nell’ostruzionismo olandese è che esso obbedisce a manovre dettate dalla politica interna. Come bene ha scritto Federico Fubini sul «Corriere della Sera»:

 

«Wopke Hoekstra. Quarantaquattro anni, ex manager di Shell e di McKinsey, Hoekstra è il ministro delle Finanze olandese le cui parole di disprezzo verso il sistema sanitario italiano giorni fa sono state definite «ripugnanti» dal premier portoghese António Costa. Hoekstra, democristiano con l’ambizione di prendere il posto del premier liberale Mark Rutte, prima dell’Eurogruppo si era fatto assegnare dal suo Parlamento il più impossibile dei mandati negoziali: zero concessioni. E a quello è stato fedele. Dalle cinque alle otto del mattino — quasi da solo, vagamente appoggiato dai colleghi di Austria e Finlandia — l’olandese ha insistito su condizioni politicamente impossibili da accettare per l’Italia: Matteo Salvini e l’ala sovranista di M5S non aspettavano altro per attaccare Gualtieri e Palazzo Chigi. L’idea di Hoekstra è che i prestiti del Mes debbano essere sottoposti a condizioni di vigilanza e di riforme, se i fondi vengono spesi per qualunque voce diversa dalla sanità. Ma questo è solo il pretesto tecnico. La sostanza è che il ministro delle Finanze dell’Aia cerca di spostare il negoziato al livello dei capi di Stato e di governo europei: lì sarebbe stato il suo alleato-rivale Rutte a dover accettare un compromesso impopolare in un Paese dove l’estrema destra conta ben due partiti in doppia cifra (quelli di Thierry Baudet e di Geert Wilders). Così Hoekstra cerca di far fuori Rutte in Olanda prendendo in ostaggio l’Europa intera, dove intanto ogni giorno in migliaia muoiono e in centinaia di migliaia perdono il lavoro. Ma all’Eurogruppo Scholz, il ministro tedesco, non lo ha impedito. Non ha fatto sì che si firmasse il compromesso registrando il dissenso della sola Olanda. Quasi che al tramonto della stagione di Angela Merkel la leadership tedesca fosse ormai erosa. O che a Berlino facesse comodo nascondersi ancora dietro l’intransigenza altrui» (Coronabond, così l’Olanda ha mandato a monte il piano per l’Italia di Federico Fubini- Corriere della Sera, 8 aprile 2020 ).

 

Comprendiamo così il quadro che sta dietro al meschino opportunismo del ministro olandese. Va detto, altresì, che tanto il governo olandese quanto quello tedesco, al di là dei loro orientamenti politici, sono ormai condizionati, sul fronte interno, dalla forze di destra, sovraniste, decisamente antieuropee. In Olanda il Partito per la libertà, guidato da Geert Wilders, è il secondo gruppo più forte all’interno del Parlamento olandese in termini di numeri. In Germania la Merkel sta avendo a che fare con Alternativa per la Germania (AfD), che rappresenta il terzo gruppo più numeroso all’interno del Parlamento tedesco, assolutamente contrario agli eurobond. Il risultato, se non si arriva al più presto ad un compromesso ragionevole, è che le componenti europeiste si troveranno ad essere complici ed alleate delle forze antieuropeiste che desiderano la disintegrazione dell’Europa. La piccola e verde Olanda può forse, in una miopia che non ammette giustificazioni, permettersi questo lusso. Continuerà ad essere un paradiso fiscale. Non così la Germania sulla quale pesa il destino dell’Europa.

In questo concerto stonato più stonata che mai è la voce dei sovranisti, di Salvini in primis. Il politico italiano proclama ai quattro venti, con evidente soddisfazione, la finis Europae. Lo fa denunciando l’insensibilità e l’egoismo degli Stati, la mancanza di unità e di generosità in un momento così drammatico. Ha buone ragioni da vendere. Salvo dimenticare che un sovranista non dovrebbe lamentarsi del “sovrano” egoismo degli Stati nazionali. Tutti gli alleati di Salvini in Europa, a cominciare dall’ungherese Orban, sono assolutamente contro la condivisione del debito e degli interessi. I sovranisti sono all’esterno, logicamente, individualisti ed egoisti. Salvini è sovranista eppure pretende la solidarietà europea, quella solidarietà che i suoi alleati, in Europa, non sono minimamente disposti a concedere. Non è questa una buona lezione anche per il capo della Lega? Non è evidente che, in momenti di difficoltà, si può uscirne solo se si lotta insieme? La vera tragedia oggi è un europeismo svuotato che diviene, di fatto, il principale alleato dell’antieuropeismo. Tra l’Olanda di Hoekstra e l’Ungheria di Orban non v’è, al momento, alcuna differenza. Nei prossimi giorni si vedrà se l’Europa sarà in grado di avere un futuro. Ce lo auguriamo di tutto cuore.

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