La presentazione del volume su Bergoglio con il vescovo Zenti a Verona

Un incontro molto partecipato e seguito con attenzione dai media quello di venerdì 26 ottobre nel Salone dei Vescovi di Verona, coordinato da Francesco Rossignoli, preside di scuola superiore, con la partecipazione di S.E. Giuseppe Zenti, Vescovo di Verona.

Vi propongo anzitutto il servizio di Telepace

Qui invece trovate il programma della serata,

http://www.santadalberto.it/wp-content/uploads/2018/10/invito-papa-Bergoglio.pdf

 

e poi qui un ottimo resoconto del quotidiano L’Arena

http://www.larena.it/home/cultura/libri/il-doppio-messaggio-del-papa-1.6863333

un ampio articolo di Verona_Fedele

e quello del sito www.centriculturali.org, http://www.centriculturali.org/default.asp?id=346&id_n=11026 che riporto anche sotto

 

“Questo Papa è un grande dono di Dio alla Chiesa. È il Papa giusto al momento giusto”. Sono le parole con cui il Vescovo di Verona Giuseppe Zenti ha concluso l’incontro di presentazione del libro di Massimo Borghesi, docente di Filosofia morale all’Università di Perugia, sul pensiero di Papa Bergoglio, svoltosi nel magnifico Salone dei Vescovi a Verona il 26 ottobre scorso, alla presenza di un folto pubblico, promosso dall’associazione culturale “Imprevisti”, dal Centro di Cultura Europea Sant’Adalberto, dalla Diocesi di Verona, con il sostegno di Fondazione Cattolica Assicurazioni.

Borghesi, con il suo volume “Jorge Mario Bergoglio. Una biografia intellettuale”, edito da Jaca Book nel 2017, ha colmato un vuoto nella bibliografia ormai vastissima sul Pontefice; mancava, di fatto, una ricostruzione accurata della sua formazione culturale. Assenza peraltro significativa, se si tiene conto dei pregiudizi operanti su di lui; che si tratti cioè di un papa sprovvisto di un pensiero autonomo, inadeguato rispetto all’ufficio petrino. Anche questa valutazione è stata usata per contrapporlo al suo predecessore, Benedetto XVI, iscritto invece nella grande tradizione della teologia europea.

Borghesi smonta accuratamente queste obiezioni, mostrandoci un Papa che, se da una parte non smette di richiamare la “simplicitas” evangelica, riportando tutto all’essenziale del messaggio evangelico, dall’altra non appare certo sprovveduto. Sprovveduti sono semmai i suoi detrattori, che ignorano le influenze più profonde esercitate su Bergoglio dai grandi intellettuali latino-americani, pressoché sconosciuti in Italia, come Alberto Methol Ferré, Gaston Fessard, Amelia Podetti. Ma ugualmente importanti sono le letture di grandi teologi europei, primo fra tutti l’italo-tedesco Romano Guardini, nato a Verona, da cui Bergoglio trae lo spunto per la sua antropologia polare, per cui la Chiesa stessa è “coincidentia oppositorum”, viva tensione tra elementi che non si distruggono ma che si arricchiscono nella diversità.

A fianco di Guardini, emergono altre influenze decisive, come quelle di de Lubac, von Balthasar e la sua estetica teologica, Augusto Del Noce, fino al grande Sant’Agostino, sulla cui attualità si è soffermato anche il Vescovo Zenti. Stimolato dalle puntuali domande di Francesco Rossignoli, Borghesi ha delineato la figura di un Pontefice lontano dallo stereotipo di populista o “peronista” argentino, per restituirci il profilo di un Papa portatore di un pensiero originale, poliedrico, pienamente avvertito delle sfide della modernità ed erede della grande riflessione teologica del Novecento, sia sudamericana sia europea.

A rendere ancora più prezioso il volume di Borghesi sono le quattro interviste dal Pontefice all’autore, attraverso file audio. Un libro necessario, per comprendere e amare con più consapevolezza il Papa e la Chiesa.

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