La protervia atea del Novecento

Nei giorni scorsi Avvenire ha dedicato una bella recensione al mio Ateismo e modernità. Il dibattito nel pensiero cattolico italo-francese (nell’immagine, Cornelio Fabro), la riporto di seguito. Qui invece trovate il file pdf dell’articolo.

 

Avvenire, 8 ottobre 2019, p. 21 La protervia atea del Novecento (R. De Benedetti)

 

In più di un caso i problemi di periodizzazione storica nascondono trappole filosofiche e di pensiero. Vale a dire impostazioni pregiudiziali veicolate da scansioni temporali che ne dipendono pur senza darne l’aria. Gli esempi sono molteplici, e preliminarmente, nell’introduzione al suo libro, Ateismo e modernità. Il dibattito nel pensiero cattolico italo-francese (Jaca Book pagine 249, euro 22), Massimo Borghesi mostra di esserne pienamente consapevole. Gli servono per reimpostare correttamente il dibattito sull’ateismo che ha coinvolto, in area italofrancese, dopo il ‘45 le migliori menti del Novecento cattolico: Jacques Maritain, Étienne Gilson, Henri de Lubac, Cornelio Fabro, Augusto Del Noce e darne al lettore un accurato e utile rendiconto.

Borghesi, ordinario di Filosofia morale all’Università di Perugia, giustifica la scelta di ripercorrere questo capitolo di storia delle idee nella convinzione che dal confronto possa sorgere «un giudizio sul moderno che costituisce una lezione per oggi». Quando davvero il pensiero dell’Occidente è diventato prevalentemente ateo? E perché? E in effetti ripercorrere la discussione sulle cause dell’ateismo nel pensiero otto-novecentesco, sulle sue premesse teoriche, sulla sua egemonia culturale, obbliga a interrogarsi non solo sul suo vero significato, ma anche su come confutarne la predominanza e anche, vale forse la pena spendere un termine forte, la protervia.

Gli attori di questa discussione, in Italia, sono il Cornelio Fabro dell’Introduzione all’ateismo moderno e il Del Noce del Problema dell’ateismo, entrambi del 1964. I diversi percorsi e impostazioni, e le altrettanto diverse conclusioni, sono affrontati col piglio sicuro del professore, ma anche col pieno coinvolgimento di chi coglie la vera posta in gioco del tema. Ed è quello che, in fondo, manca ai protagonisti del dibattito. Non è una mancanza di strumenti o di capacità, ci mancherebbe altro, ma il fatto, sottolineato più volte da Borghesi, che ognuno per la sua parte e nella sua prospettiva, finisce per confrontarsi con questa o quella prospettiva filosofica mancando il bersaglio grosso. Fabro si scontra con Hegel; Gilson con Comte e Brunschvicg; de Lubac con Proudhon e Comte; Maritain e Del Noce con Marx e Nietzsche. Ma tutti questi confronti riescono a loro volta a fissare il senso della grande crisi che l’ateismo europeo solleva?

Ecco, Borghesi, in questa rassegna partecipata e pienamente coinvolta nei suoi esiti odierni, è convinto che, contrariamente a quanto sosteneva Hans Blumenberg nel suo grandioso affresco dell’età moderna, La legittimità dell’età moderna, «la genesi del pensiero moderno poco ha a che fare con un’orgogliosa autoaffermazione di sé da parte dell’uomo moderno». Al contrario, l’orizzonte oscurato dall’assenza di Dio, testimoniato dagli immensi carnai delle due guerre mondiali, prodotte dall’emergere del neopaganesimo nazista e dal sovietismo comunista, e dalle prospettive di distruzione totale che si sono aperte subito dopo la loro fine, nella forma del pericolo nucleare e della crisi ecologica, ha origine proprio all’interno del mondo cristiano.

Borghesi segue su questo terreno Troeltsch: «L’atto di nascita dell’Europa moderna non è quello di una baldanzosa giovinezza quanto quello di una senescenza determinata da una crisi epocale senza precedenti»: le guerre di religione culminate nella pace di Westfalia del 1648. Come volevasi dimostrare: le periodizzazioni storiche mostrano sempre un risvolto teorico interessante, all’interno del quale sarà possibile al lettore orientarsi in quel grande conflitto delle interpretazioni che è il nostro presente.

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *