Mi fa particolarmente piacere condividere con i lettori del blog una recensione che Stefano Zecchi ha dedicato al mio volume Da Bergoglio a Francesco. Un pensiero cattolico sulle pagine di Rocca (n. 12, 15 giugno 2026).
Nato a Settignano (Firenze) il 23 aprile 1959, Stefano Zecchi è da sempre impegnato ambito politico ed ecclesiale. Membro del Comitato Scientifico della Fondazione “Ernesto Balducci”, Socio della Fondazione “Don Lorenzo Milani”, fa parte del direttivo dell’Ass. “Casa Alta” di Trieste. Collabora con il mensile “Jesus”. Per la casa editrice Sef ha pubblicato il volume “Volersi bene malgrado tutto” e a curato il volume “Don Lorenzo Milani Biografia per immagini”.
Riporto qui di seguito il testo della sua recensione.
Stefano Zecchi, Rocca, n. 12, 15 giugno 2026
Massimo Borghesi
Da Bergoglio a Francesco. Un pensiero cattolico
Jaca Book, Milano, 2026
pagg. 438, € 22,00
«Passato un anno dalla morte di papa Francesco, ma il suo pensiero, la sua figura è sempre presente nella Chiesa e non solo. Ma in realtà cosa ha lasciato papa Bergoglio? Veramente ha girato pagina nella storia della Chiesa? Come mai era più amato al di fuori della Chiesa che al suo interno? Era un papa teologo o un papa popolare?
A tutte queste domande e al ruolo che ha svolto nella sfera mondiale e dei suoi limiti, risponde un accurato saggio, da pochi giorni in libreria, di Massimo Borghesi, uno dei massimi studiosi del pensiero di Jorge Mario Bergoglio.
“Da Bergoglio a Francesco. Un pensiero cattolico”. Un saggio accurato che ripercorre in maniera puntuale e scientifica il pensiero e la personalità del papa argentino, dalla sua formazione ignaziana al sacerdozio, dal ruolo importante all’interno della Compagnia di Gesù all’impegno nell’episcopato, fino all’elezione a Vescovo di Roma.
Un papa che si è mosso sulla scia del Vaticano II e di Paolo VI e della sua Esortazione apostolica “Evangelii nuntiandi” del 1975, fra evangelizzazione e promozione umana, fra la pace di Cristo e la pace degli uomini.
Un saggio che si legge come un romanzo, sconfessa i critici di Bergoglio e mostra la sua complessa formazione teologica e filosofica nutrita di apporti argentini ed europei, collocata all’interno di una delle più feconde correnti del pensiero cattolico tra ’800 e ’900, da Adam Möhler a Romano Guardini, da Gaston Fessard a Henri de Lubac».