Il Papa a Redipuglia, Borghesi: visione realistica della follia della guerra

redipugliaPapa Francesco a Redipuglia per un pellegrinaggio penitenziale. Radio Vaticana ha intervistato il filosofo Massimo Borghesi per un primo commento all’omelia molto netta pronunciata da papa Francesco, durante la quale il pontefice «con cuore di figlio, di fratello, di padre», ha chiesto a tutti la conversione del cuore. Che consiste nel «passare da “A me che importa?”, al pianto. Per tutti i caduti della “inutile strage”, per tutte le vittime della follia della guerra, in ogni tempo. Il pianto». «Fratelli», ha concluso papa Francesco, «l’umanità ha bisogno di piangere, e questa è l’ora del pianto».

 

Leggi l’omelia di papa Francesco a Redipuglia sul sito vatican.va.

Ascolta l’audio dell’intervista di Radio Vaticana a Massimo Borghesi.

 

Radio Vaticana, sabato 13 settembre 2014, Il Papa a Redipuglia, Borghesi: visione realistica della follia della guerra (a cura di Fabio Colagrande e Luca Collodi, inviato a Redipuglia)

 

“Mi sembra evidente che a Redipuglia Papa Francesco abbia colto l’occasione del centenario della Prima Guerra Mondiale per guardare ai drammi del presente: alle guerre che stanno dilaniando il mondo di oggi. Ci ha ricordato che i conflitti nascono da ideologie, che sembrano nobili ma coprono interessi nascosti, e dall’indifferenza di Caino che ci porta a dire ‘A me che importa del mio fratello?’”.

Così, Massimo Borghesi, ordinario di filosofia morale all’Università di Perugia, rilegge l’omelia pronunciata da Francesco al Sacrario Militare di Redipuglia, in provinicia di Gorizia, durante la Santa Messa per i caduti di tutte le guerre, nel centenario della Grande Guerra”.

“Le guerre, come ci ricorda Francesco, sono sempre motivate da interessi geopolitici e economici – continua Borghesi – ai giorni nostri soprattutto dalle contese per le fonti di energia”. “Ma colpisce soprattutto l’ideologia che è dietro a questi conflitti e che porta oggi qualche intellettuale a giustificare la Grande Guerra come occasione di emancipazione e progresso dei popoli e a definire come ‘utile’ quel sacrificio, contraddicendo la storica definizione di ‘inutile strage’ coniata da Benedetto XV”. “Posizioni che vorrebbero dare un senso a quei milioni di morti e che sono in opposizione come la definizione della guerra come una follia, come un fallimento, ribadita da Francesco a Redipuglia”, aggiunge lo studioso.

“In definitiva – conclude Borghesi – il Papa, che a volte è accusato di utopismo, offre invece una visione totalmente realistica e unitaria dei processi storici. Lui stesso non è un ceco pacifista, come ha dimostrato affermando che in certi casi, come quello delle persecuzioni dello Stato Islamico, l’aggressore va fermato. Sembra piuttosto preoccupato dell’escalation dei conflitti che coinvolgono attualmente più regioni del globo e in questo porta avanti il Magistero dei Papi del ‘900 “.

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